Imprese

Il Futuro dell’Industria Italiana: Anie Avverte sul Rischio di un Vuoto Post-Pnrr

Assemblea Anie Confindustria 2026

In Breve

Qual è il principale timore espresso da Anie riguardo al Pnrr?
Anie teme che la conclusione del Pnrr possa portare a un vuoto di domanda e risorse per il settore.
Qual è la performance del settore Elettrotecnica ed Elettronica rispetto alla media manifatturiera?
Questi settori hanno registrato un incremento di quasi 12 punti percentuali rispetto ai livelli pre-pandemia.
Quali sono le proposte di Anie per il futuro degli investimenti?
Anie propone di garantire continuità negli investimenti, unita a programmazione e rafforzamento delle competenze.

Durante l’assemblea pubblica 2026 di Anie Confindustria, tenutasi a Milano, è emerso un forte timore riguardo al futuro dell’industria italiana dopo la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Il presidente di Anie, Vincenzo de Martino, ha affermato che il “dopo” non può significare un ritorno alla situazione precedente, ma deve piuttosto rappresentare un’opportunità per garantire continuità agli investimenti e non disperdere i benefici ottenuti fino ad ora.

All’incontro, aperto dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, hanno partecipato rappresentanti istituzionali e esperti del settore. È stato sottolineato che il comparto rappresentato da Anie, composto da oltre 1.100 imprese e 490.000 addetti, ha mostrato una performance migliore rispetto alla media manifatturiera italiana. Nel 2025, mentre la produzione manifatturiera ha registrato un calo dell’1,4%, i settori Elettrotecnica ed Elettronica hanno visto un incremento di quasi 12 punti percentuali rispetto ai livelli pre-pandemia.

Nel primo semestre del 2026, il fatturato dei settori rappresentati da Anie è aumentato del 9% nominale, a fronte di un incremento del 3% per l’intera manifattura. I quattro mercati abilitati dalle tecnologie Anie – energia, edilizia, industria, infrastrutture e trasporti – hanno un valore di 930 miliardi di euro e generano 297 miliardi di valore aggiunto diretto. Questi settori hanno costituito il fulcro degli interventi del Pnrr, rappresentando il 22% dei progetti e ricevendo il 63% dei finanziamenti disponibili.

Durante il periodo del Piano, il valore aggiunto di questi mercati è cresciuto in media del 10% all’anno, mentre il resto dell’economia ha visto un incremento del solo 2,9%. Una survey condotta da Anie in collaborazione con Teha su circa 200 imprese, che rappresentano il 35% del fatturato del comparto, ha rivelato che l’80% di esse ha partecipato a progetti o gare legate al Pnrr. Per il 54% delle aziende, tali progetti hanno generato oltre il 10% del fatturato per il biennio 2024-2025, mentre il 32% ha registrato un incremento superiore al 20%.

Nonostante questi risultati positivi, il 79% degli associati ha espresso preoccupazione riguardo alla fine del Pnrr senza l’implementazione di altre politiche di supporto. Tra i risultati tangibili dell’assemblea, si evidenziano un aumento del 32% nella diffusione della fibra, un risparmio del 66% nell’energia primaria e un incremento del 25% nei chilometri di alta velocità. Tuttavia, permangono delle lacune, in particolare nelle competenze digitali: solo il 54% degli adulti italiani possiede tali competenze, rispetto all’obiettivo europeo dell’80%.

Per Anie, la risposta a queste sfide deve passare attraverso l’integrazione della tecnologia con una programmazione efficace, semplificazione e un rafforzamento del capitale umano. De Martino ha concluso: «Occorre dare prospettiva agli investimenti; creare le condizioni affinché le aziende possano crescere, sostenute dalle competenze necessarie; fare della tecnologia una leva fondamentale della nostra competitività».

redazione

Autore della redazione Voce Energia.

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