In Breve
- Qual è la prossima frontiera per Banijay?
- L'espansione negli Stati Uniti.
- Quali sono le priorità indicate da Bassetti?
- Aumentare il catalogo, garantire la proprietà dei contenuti e avere una solida base finanziaria.
- Quali sono le criticità per i produttori in Italia?
- Ritardi nei pagamenti e nella liquidazione del credito d'imposta.
Marco Bassetti, CEO di Banijay, ha recentemente dichiarato che l’espansione negli Stati Uniti rappresenta la prossima grande sfida per il gruppo. In un’intervista, ha evidenziato l’importanza di ampliare il catalogo e di garantire la proprietà dei contenuti per poter competere efficacemente nel mercato americano. Sebbene non siano state fissate scadenze né annunciate acquisizioni specifiche, Bassetti ha sottolineato che l’operazione è nelle possibilità del gruppo nei prossimi anni.
Attualmente, Banijay non dispone di una produzione fisica negli Stati Uniti, ma il CEO è convinto che il mercato oltreoceano offra opportunità significative, considerando la spesa globale per i contenuti. Con ricavi che ammontano a 4,3 miliardi di euro e circa 170 società in 25 paesi, Banijay si definisce come il primo studio indipendente al mondo e il maggiore produttore europeo di contenuti scripted. Il catalogo dell’azienda raggiunge le 265.000 ore, con il 52% dei contenuti in lingua inglese e circa 110 titoli venduti annualmente agli operatori di streaming.
Banijay sta evolvendo verso una società di intrattenimento che include attività di distribuzione, digitale, eventi dal vivo e sport. La produzione rappresenta circa il 75% del fatturato, mentre il settore unscripted rimane la spina dorsale economica dell’azienda, capace di generare profitti e sostenere investimenti in altri generi.
La crescita del gruppo è stata sostenuta anche da acquisizioni strategiche, come quelle di All3Media e Balich Wonder Studio. Tuttavia, Bassetti ha chiarito che l’approccio di Banijay privilegia acquisizioni mirate a colmare gap di competenze o mercati, per sfruttare al meglio la rete internazionale.
Un aspetto cruciale per il futuro dell’azienda è rappresentato dai diritti di proprietà intellettuale. Bassetti ha avvertito che senza la detenzione di tali diritti, le società rischiano di trovarsi in difficoltà, con cataloghi che possono “morire” e aziende sottocapitalizzate che non riescono a reinvestire. Ha anche sottolineato che i rapporti con le piattaforme spesso non consentono ai produttori di mantenere la proprietà degli IP, chiedendo meccanismi di remunerazione che ricompensino risultati creativi straordinari.
In Italia, Bassetti ha indicato alcune criticità specifiche che influenzano il settore, come i ritardi nei pagamenti da parte dei clienti e nella liquidazione del credito d’imposta, che erodono i margini a causa degli interessi passivi. Questi problemi hanno un impatto particolarmente pesante sui produttori più piccoli.
Infine, Bassetti ha condiviso le sue riflessioni sull’intelligenza artificiale, considerandola un’invenzione dai limiti ancora da esplorare. Pur riconoscendo i vantaggi in termini di efficienza nelle funzioni di supporto, ha avvertito che la riduzione dei costi produttivi potrebbe tradursi in minori ricavi per i produttori, a meno che i risparmi non si traducano in valore aggiunto.

