In Breve
- Quali sono le cause dell'aumento dei costi per le imprese di pannelli in legno?
- L'aumento dei costi è dovuto a rincari dell'energia, delle materie prime e dei trasporti.
- Come influisce il CBAM sui costi delle imprese?
- Il CBAM introduce un meccanismo di prezzo sulle importazioni di materiali con alto contenuto di CO2, aggravando i costi.
- Qual è la richiesta delle imprese al governo europeo?
- Le imprese chiedono interventi per ridurre il differenziale dei costi energetici e garantire condizioni di concorrenza più eque.
Aumento dei costi produttivi: le sfide per l’industria dei pannelli in legno
Le imprese produttrici di pannelli in legno stanno affrontando un periodo di difficoltà a causa di un aumento dei costi produttivi, considerati ‘fuori controllo’. Questo scenario mette a rischio la competitività delle aziende europee rispetto ai produttori internazionali. La situazione è emersa durante la fiera Sicam di Pordenone, dedicata a componenti e semilavorati per l’arredamento, dove i rappresentanti del settore hanno evidenziato l’impatto dei rincari dell’energia, delle materie prime e dei trasporti.
Rincari significativi nei costi energetici e delle materie prime
Nel secondo semestre di quest’anno, i costi energetici sono aumentati drasticamente: la bolletta elettrica ha registrato un incremento del 106%, mentre il prezzo del gas è salito dell’85%. Questo aumento ha avuto ripercussioni dirette sui costi delle materie prime, in particolare sull’urea, utilizzata per le colle, il cui prezzo è aumentato del 51% in sei mesi.
Normative e impatti sui costi
Un ulteriore fattore che contribuisce all’aumento dei costi è l’entrata in vigore del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), una normativa dell’Unione Europea che introduce un meccanismo di prezzo sulle importazioni di materiali con elevato contenuto di CO2. Questa misura, pur mirata a promuovere la sostenibilità, sta aggravando la situazione per le aziende del settore.
Incremento dei costi di trasporto e materie prime legnose
Oltre ai rincari energetici, si registrano aumenti significativi anche nei costi di trasporto e nelle materie prime legnose. I tronchi per triturazione hanno visto un incremento di circa il 23% da gennaio a oggi, mentre il prezzo del pellet è aumentato del 35%.
La voce delle imprese: preoccupazioni e richieste
Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli, ha sottolineato che la situazione attuale ricorda le tensioni del periodo post-pandemia, ma con una differenza fondamentale: mentre allora il mercato era in crescita e permetteva di trasferire gli aumenti sui prezzi, oggi il mercato è asfittico e la marginalità delle imprese si sta assottigliando. Alcune aziende stanno valutando fermi produttivi per far fronte a questa crisi.
Prospettive future e necessità di intervento
Le imprese stimano un aumento dei costi medio di 30-35 euro al metro cubo da gennaio a oggi. Circa due terzi di tale incremento sono stati assorbiti dal mercato, ma il restante differenziale dovrà inevitabilmente essere trasferito sui prezzi nei prossimi 4-5 mesi per evitare gravi conseguenze per le aziende. A gennaio è previsto il secondo dei quattro aumenti sull’urea collegati al CBAM, che comporterà un ulteriore aumento di circa 40 euro a tonnellata.
In questo contesto, l’industria dei pannelli in legno chiede interventi a Bruxelles per ridurre il differenziale dei costi energetici, al fine di ristabilire condizioni di concorrenza più equilibrate. Le aziende sottolineano che gli obiettivi di sostenibilità devono essere accompagnati da politiche che non penalizzino le aziende europee impegnate nella transizione ecologica.

