In Breve
- Cosa pensa Cottarelli dell'uso della flessibilità Ue?
- Cottarelli ritiene che l'Italia non abbia bisogno di ricorrere alla flessibilità Ue per aumentare il debito pubblico al momento.
- Qual è la situazione economica attuale in Italia secondo Cottarelli?
- Gli indicatori economici mostrano performance relativamente buone, con un aumento dell'occupazione e della produzione industriale nel primo trimestre.
- Quali sono le preoccupazioni riguardo ai salari in Italia?
- I salari reali sono diminuiti di circa il 6,6% negli ultimi trent'anni, e il salario minimo non risolve il problema della bassa crescita della produttività.
Cottarelli: cautela sull’uso della flessibilità Ue per il debito pubblico
Carlo Cottarelli, economista e ex commissario alla spending review, ha recentemente espresso la sua opinione riguardo alla situazione economica italiana e all’uso della flessibilità concessa dall’Unione Europea per aumentare il debito pubblico. Secondo Cottarelli, l’Italia non ha, almeno per il momento, necessità di ricorrere a questa maggiore flessibilità.
Il noto economista ha sottolineato che un incremento del deficit dovrebbe essere giustificato solo se necessario per evitare una recessione. Attualmente, gli indicatori economici non mostrano una debolezza tale da richiedere una manovra espansiva generalizzata. Infatti, il primo trimestre del 2026 ha registrato performance relativamente buone per gli standard italiani, con un aumento dell’occupazione e della produzione industriale. Tuttavia, si è osservata una lieve flessione a maggio, mantenendo comunque livelli elevati.
Cottarelli ha suggerito che eventuali interventi economici dovrebbero essere mirati a settori particolarmente colpiti dalla crisi, piuttosto che generali. Questi interventi potrebbero essere finanziati attraverso tagli ad altre spese o mediante un aumento delle entrate fiscali.
Inoltre, l’economista ha messo in evidenza la necessità di una maggiore trasparenza nei programmi elettorali. Ha notato che molte promesse politiche sono prive di coperture finanziarie, con alcune stime che indicano impegni non finanziati per un valore compreso tra 140 e 150 miliardi di euro all’anno. Tali cifre, se confermate, avrebbero implicazioni significative per il debito pubblico nel lungo termine.
Un altro tema sollevato da Cottarelli riguarda i salari. Negli ultimi trent’anni, i salari reali in Italia sono diminuiti di circa il 6,6%. Sebbene il salario minimo possa avere un ruolo nel migliorare la situazione, non risolve il problema strutturale legato alla bassa crescita della produttività. È quindi necessario implementare politiche che favoriscano gli investimenti e rendano l’Italia più attrattiva per le imprese.
Infine, Cottarelli ha affrontato la questione del consolidamento bancario, ritenendo inevitabile un processo di rafforzamento delle banche italiane per competere a livello europeo e mondiale. Tuttavia, ha sottolineato l’importanza di preservare le banche territoriali, che svolgono un ruolo cruciale per le famiglie e le piccole e medie imprese, auspicando un approccio a doppio binario per garantire la stabilità del sistema bancario.

