In Breve
- Perché BancoBpm non partecipa all'assemblea di Monte dei Paschi?
- BancoBpm ha deciso di non partecipare per evitare conflitti di interesse legati alla sua partecipazione nel capitale di Mps.
- Quali sono le conseguenze della mancata partecipazione di BancoBpm?
- La mancata partecipazione riduce il quorum necessario per l'approvazione delle delibere, avvantaggiando i soci contrari al piano.
- Chi sono i principali soci contrari al piano di Lovaglio?
- Tra i principali soci contrari ci sono Delfin e Caltagirone.
BancoBpm ha ufficialmente annunciato che non parteciperà all’assemblea di Monte dei Paschi di Siena (Mps) prevista per il 29 ottobre. Questa assemblea è cruciale poiché dovrà votare sul piano di difesa presentato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che prevede un’offerta pubblica di scambio su BancoBpm e Banca Generali.
Il consiglio di amministrazione di BancoBpm, presieduto da Giuseppe Castagna, ha preso questa decisione all’unanimità, considerando i vincoli legali associati alla sua posizione di socio di Mps e il conflitto di interesse che ne deriva. Attualmente, BancoBpm detiene una partecipazione del 3,74% nel capitale di Monte dei Paschi.
La scelta di non partecipare all’assemblea, a differenza di un’astensione, ha un impatto significativo: riduce il capitale rappresentato all’assemblea e, di conseguenza, il quorum necessario per l’approvazione delle delibere. Questo scenario avvantaggia il blocco di soci che si è già espresso contro il piano di Lovaglio, tra cui i principali azionisti senesi come Delfin e Caltagirone.
La decisione di BancoBpm si allinea con quella del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), che ha confermato che non parteciperà all’assemblea. Anche escludendo la mancata partecipazione di BancoBpm e del Mef, oltre un terzo del capitale di Mps si è già espresso contro il piano, rendendo difficile il lancio della doppia offerta pubblica di scambio (Opas).
Questo sviluppo segna un ulteriore capitolo nella complessa situazione di Monte dei Paschi, che continua a navigare in un contesto di sfide finanziarie e di governance. La mancanza di consenso tra i principali azionisti potrebbe avere ripercussioni significative sul futuro dell’istituto senese e sulle sue strategie di ristrutturazione.

