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Mutui: rincari significativi per i nuovi contratti in Italia

Mutui e tassi di interesse in Italia

In Breve

Qual è l'aumento medio dei costi per i mutui stipulati a ottobre?
L'aumento medio dei costi per i mutui stipulati a ottobre è di 540 euro l'anno.
Cosa ha causato l'aumento dei tassi di interesse?
L'aumento dei tassi di interesse è stato causato dalle pressioni inflazionistiche e dall'aumento dei tassi ufficiali della Banca Centrale Europea.
Quali sono le previsioni per i tassi variabili a lungo termine?
Si prevede che i tassi variabili possano salire al 3,93% nel 2029 e al 4,25% nel 2036.

Un’analisi recente ha messo in evidenza come i mutui stipulati a ottobre 2026 presentino costi notevolmente più elevati rispetto a quelli accesi a febbraio dello stesso anno. In particolare, chi decide di stipulare un mutuo da 130.000 euro con una durata di 25 anni potrebbe trovarsi a dover sostenere un costo complessivo superiore di quasi 13.500 euro nel corso della vita del prestito, corrispondente a circa 540 euro all’anno.

Questa simulazione, che considera due mutui identici in termini di importo e durata, ha evidenziato che l’esborso complessivo stimato per il mutuo medio stipulato a febbraio è di 187.765 euro, mentre per quello acceso a ottobre si attesta a 196.865 euro. Se i tassi fossero rimasti ai livelli di febbraio, l’esborso sarebbe stato di circa 183.376 euro, evidenziando un risparmio potenziale di 13.489 euro.

Il rincaro è attribuibile all’aumento dei tassi di interesse, sia dell’Irs, che è il riferimento per i mutui a tasso fisso, sia dell’Euribor, utilizzato per quelli a tasso variabile. Inoltre, la Banca Centrale Europea ha recentemente aumentato i tassi ufficiali, portando il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Questa decisione è stata motivata dalle pressioni inflazionistiche derivanti dal conflitto in Medio Oriente.

Nel segmento dei mutui a tasso fisso, il miglior tasso medio è passato dal 2,982% di febbraio al 3,49% previsto per ottobre, con un incremento della rata da 615 a circa 650 euro e un aumento del rimborso complessivo da 184.577 a 195.034 euro. Per i mutui a tasso variabile, il tasso medio è aumentato dal 2,58% di febbraio al 3,24% di ottobre, con una rata che passa da 589 euro a 632 euro.

Le previsioni a lungo termine indicano che il tasso variabile potrebbe salire al 3,93% nel 2029 e al 4,25% nel 2036, portando la rata a circa 679 euro e successivamente a 695 euro. In questo scenario, il mutuo variabile stipulato a febbraio comporterebbe un esborso totale di 205.825 euro, mentre quello di ottobre salirebbe a 207.239 euro, mostrando un incremento di 1.414 euro.

Roberto Anedda, responsabile dell’analisi dei mercati finanziari, ha commentato: «Tutti gli scenari a medio termine stimano tassi di interesse in rialzo. Le tensioni sul mercato energetico restano elevate e questo porterà ad alzare i costi. Si tratta di extracosti che possono trasformarsi in migliaia di euro lungo la vita del mutuo, a fronte di una situazione reddituale delle famiglie italiane che non ha neanche assorbito i picchi dell’inflazione del 2022-2023». Questa situazione potrebbe riflettersi in una contrazione delle erogazioni, già visibile nel secondo trimestre del 2026.

Oltre ai mutui, si prevede che le famiglie italiane dovranno affrontare ulteriori costi aggiuntivi nell’autunno 2026: si stima un aumento di 324 euro per la spesa di carburante, 114 euro per la bolletta elettrica e 180 euro per quella del gas.

redazione

Autore della redazione Voce Energia.

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