In Breve
- Qual è il valore aggiunto pro capite della manifattura in Sardegna?
- Il valore aggiunto pro capite della manifattura in Sardegna è di 1.478 euro.
- Qual è la percentuale del PIL regionale generata dalla manifattura?
- La manifattura genera il 6,2% del PIL regionale.
- Quali sono i settori principali della manifattura sarda?
- I principali settori sono il chimico-petrolifero e la trasformazione alimentare.
La Manifattura in Sardegna: Un Settore in Difficoltà e le Sue Conseguenze Economiche
La manifattura in Sardegna continua a rappresentare una delle aree più critiche dell’economia regionale. Con un valore aggiunto pro capite di appena 1.478 euro, il settore è circa un quarto della media nazionale, fissata a 5.622 euro. Nel 2023, il comparto ha generato circa 2,33 miliardi di euro, corrispondente al 6,2% del totale dell’economia regionale, ben lontano dal 17,2% della media italiana.
Se la Sardegna avesse un’incidenza manifatturiera simile a quella del resto del Paese, il suo valore aggiunto salirebbe a circa 6,5 miliardi di euro, evidenziando una differenza di oltre 4,1 miliardi, che rappresenterebbe quasi il 10% del PIL regionale.
Il PIL pro capite in Sardegna è attualmente di 27.731 euro, quasi 10.000 euro in meno rispetto alla media italiana di 37.309 euro. Nel 2024, la regione ha registrato una crescita reale del PIL dell’1,3%, superando il tasso nazionale dello 0,7%. Le previsioni per il 2025 indicano che la Sardegna potrebbe collocarsi tra le regioni con i tassi di crescita più elevati, sebbene questi rimangano contenuti.
Polarizzazione della Produzione Manifatturiera
Un aspetto significativo della manifattura sarda è la sua forte polarizzazione. Nel 2023, quasi la metà del valore aggiunto è derivato dai settori chimico-petrolifero (circa 590 milioni di euro) e della trasformazione alimentare (circa 571 milioni di euro). Gli altri settori, invece, contribuiscono solo per la restante metà. Escludendo i comparti chimico e petrolifero, il valore aggiunto pro capite scende a 1.103 euro, pari al 21,5% della media nazionale, posizionando la Sardegna tra le regioni con le performance più basse, simile a Sicilia e Calabria.
Rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno, come Abruzzo e Basilicata, la produzione manifatturiera pro abitante in Sardegna è oltre tre volte inferiore e più della metà rispetto a Puglia e Campania, che producono rispettivamente il 48% e il 64% in più, nonostante un PIL pro capite inferiore.
Le Sfide dell’Insularità
Uno dei fattori chiave che ostacolano lo sviluppo del settore manifatturiero in Sardegna è l’insularità. La mancanza di collegamenti affidabili, energia competitiva, infrastrutture efficienti e competenze tecniche adeguate rappresentano barriere significative per le imprese. Senza politiche stabili, le aziende tendono a rimanere piccole e le nuove produzioni vengono indirizzate verso territori più favorevoli.
Andrea Porcu, direttore del Centro Studi di Confindustria Sardegna, sottolinea che «la crescita di un singolo anno non è sufficiente a colmare un ritardo costruito nell’arco di decenni». Questo commento evidenzia la necessità di un approccio strategico e sostenibile per rilanciare il settore manifatturiero e l’economia sarda nel suo complesso.
In conclusione, il futuro della manifattura in Sardegna richiede interventi mirati e una visione a lungo termine per affrontare le sfide attuali e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva.

