Energia tradizionale

Snam: Crescita dei Ricavi e Investimenti nel Settore Energetico

Risultati finanziari Snam 2026

In Breve

Quali sono i risultati finanziari di Snam per il primo semestre 2026?
Snam ha registrato un EBITDA di 1,6 miliardi, un utile netto adjusted di 733 milioni e ricavi di 2,02 miliardi.
Come è cambiato l'indebitamento netto di Snam?
L'indebitamento netto a fine semestre è di 18,8 miliardi, in aumento di 1,29 miliardi rispetto al 31 dicembre 2025.
Qual è l'obiettivo di riempimento degli stoccaggi per il 2026?
Snam punta a raggiungere un livello di riempimento degli stoccaggi di almeno il 90% della capacità massima.

Snam: Crescita dei Ricavi e Investimenti nel Settore Energetico

Snam ha chiuso il primo semestre del 2026 con risultati finanziari solidi, che le permettono di rivedere al rialzo la guidance sull’indebitamento. La nuova stima per il debito netto è di 18,9 miliardi di euro, migliorata di 100 milioni rispetto al target precedente. L’EBITDA ha registrato un incremento del 9,2%, raggiungendo 1,6 miliardi di euro, mentre l’utile netto adjusted è aumentato del 2,8%, attestandosi a 733 milioni di euro. Anche i ricavi hanno mostrato una crescita significativa, con un aumento del 9,3%, per un totale di 2,02 miliardi di euro.

Nel primo semestre, gli investimenti totali di Snam sono ammontati a 1,6 miliardi di euro, con un incremento di 491 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, l’indebitamento netto a fine semestre è risultato pari a 18,8 miliardi di euro, in aumento di 1,29 miliardi rispetto al 31 dicembre 2025, di cui 913 milioni riconducibili a operazioni non ricorrenti.

Il CEO di Snam, Agostino Scornajenchi, ha commentato: “Anche nel primo semestre di quest’anno registriamo risultati solidi, grazie alla resilienza del nostro modello di business, confermando i target economici previsti. Inoltre, la rigorosa disciplina finanziaria ci ha consentito di migliorare il target di indebitamento netto per l’anno in corso, rafforzando ulteriormente la nostra flessibilità nella gestione del capitale”.

Scornajenchi ha anche evidenziato l’importanza degli investimenti per la sicurezza energetica nazionale e la diversificazione degli approvvigionamenti. L’azienda punta a raggiungere un livello di riempimento degli stoccaggi per il 2026 di almeno il 90% della capacità massima, con un attuale livello di scorte indicato al 75% a fine luglio.

Nel primo semestre, Snam ha immesso nella rete nazionale di trasporto 32,47 miliardi di metri cubi di gas, in lieve diminuzione dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, la domanda di gas in Italia è aumentata a 33,08 miliardi di metri cubi, con un incremento dello 0,4%, trainata dal settore termoelettrico, che ha registrato un +4,1%.

Per quanto riguarda il gas naturale liquefatto (GNL), i volumi rigassificati dagli asset integralmente consolidati sono stati pari a 5,32 miliardi di metri cubi, con un aumento del 2,29% rispetto al primo semestre del 2025. Questo incremento è attribuito principalmente all’impianto Fsru di Ravenna e all’inclusione di Olt nel perimetro di consolidamento da marzo 2026. Le importazioni totali di GNL in Italia nel semestre hanno raggiunto 10,5 miliardi di metri cubi, con un aumento del 5,0% e 110 discariche presso i cinque terminali nazionali.

La capacità complessiva di stoccaggio gestita da Snam, comprensiva dello stoccaggio strategico, è risultata pari a 18,2 miliardi di metri cubi, la più elevata in Europa. I volumi movimentati nello stoccaggio sono stati 9,69 miliardi di metri cubi, in calo del 18,4% rispetto al 2025, a causa di minori erogazioni e iniezioni.

Le scorte presenti negli stoccaggi del gruppo al 30 giugno ammontavano a 12,22 miliardi di metri cubi, con un livello di riempimento a fine giugno intorno al 67%, superiore di 18 punti percentuali rispetto alla media europea. A fine luglio, il livello di riempimento è stato indicato al 75%, contro il 55% della media europea.

Scornajenchi ha concluso sottolineando la necessità che gli altri Paesi accelerino l’accumulo di scorte in vista dell’inverno, affermando che “gli stoccaggi restano una condizione necessaria ma non sufficiente: contano allo stesso modo la continuità delle forniture, la capacità di rigassificazione e la flessibilità della rete”.

redazione

Autore della redazione Voce Energia.

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