In Breve
- Quanti impianti di biometano sono stati incentivati in Italia?
- 398 impianti di biometano hanno beneficiato degli incentivi previsti dal decreto ministeriale del 15 settembre 2022.
- Qual è la capacità di produzione del biometano in Italia?
- La capacità complessiva è di 1,3 miliardi di metri cubi annui, con 90 impianti già operativi.
- Qual è il ruolo del biometano nella decarbonizzazione?
- Il biometano è considerato una risorsa strategica per la decarbonizzazione e l'autonomia energetica nazionale.
Biometano in Italia: 398 impianti incentivati e un futuro promettente
Il settore del biometano in Italia sta vivendo una fase di espansione significativa, grazie a 398 impianti che hanno beneficiato degli incentivi previsti dal decreto ministeriale del 15 settembre 2022. Questi impianti hanno una capacità complessiva di 1,3 miliardi di metri cubi annui, di cui 90 sono già operativi e in grado di produrre 275 milioni di metri cubi di biometano.
Un contesto normativo favorevole
La crescita del biometano è stata avviata con il decreto ministeriale del 2 marzo 2018, che ha introdotto sostegni specifici per il biometano destinato al trasporto. Attualmente, la produzione nazionale, considerando gli impianti attivi e quelli quasi completati, è stimata in 2,5 miliardi di metri cubi, a fronte di un obiettivo fissato dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) di 5,7 miliardi di metri cubi entro il 2030.
Domanda in crescita e contratti di fornitura
La domanda di biometano è in aumento, grazie alla diffusione di contratti di fornitura di lunga durata tra produttori agricoli e consumatori industriali. Il biometano, prodotto prevalentemente con scarti della filiera agricola, sta trovando applicazione in vari settori. Sotto il monitoraggio del Consorzio Italiano Biogas, sono stati registrati 60 accordi per un totale di 180 milioni di metri cubi annui. I settori principali che beneficiano di questo biometano sono:
- Acciaio (46%)
- Carta (14%)
- Ceramica (11%)
- Cemento e laterizi (11%)
- Chimica (10%)
- Alimentare (7%)
- Plastica (2%)
Attualmente, i volumi erogati coprono solo una parte del fabbisogno dei vari comparti, in alcuni casi fino al 20%, e i rappresentanti delle industrie “hard to abate” puntano ad aumentare la portata di biometano disponibile.
Il biometano come risorsa strategica
Il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha definito il biometano una risorsa strategica per la decarbonizzazione, la sicurezza e l’autonomia energetica nazionale. Ha confermato l’impegno del ministero per un nuovo decreto di sostegno al settore, volto a promuovere ulteriormente i contratti di fornitura a lungo termine. Questo provvedimento potrebbe essere inviato all’Unione Europea entro la fine dell’anno.
Stabilità normativa e sviluppo della filiera
Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas, ha sottolineato l’importanza di un quadro normativo stabile e continuo per favorire nuovi accordi di lungo periodo. Questa stabilità è fondamentale per sostenere lo sviluppo della filiera del biometano e contribuire alla competitività e alla sicurezza energetica del Paese.
Conclusioni
Il biometano rappresenta un’opportunità significativa per l’Italia nel percorso verso una maggiore sostenibilità energetica. Con il supporto di politiche adeguate e investimenti mirati, il settore potrebbe raggiungere gli obiettivi ambiziosi fissati per il 2030, contribuendo così a una transizione energetica più verde e responsabile.

