In Breve
- Qual è l'età media degli edifici scolastici in Italia?
- L'età media degli edifici scolastici in Italia è di circa 60 anni.
- Quanti edifici scolastici sono a rischio sismico?
- Il 44% degli edifici scolastici si trova in aree ad alta sismicità.
- Quanti infortuni sono stati registrati tra gli studenti nel 2025?
- Nel 2025 sono stati registrati 80.871 infortuni tra gli studenti.
L’edilizia scolastica italiana si trova di fronte a sfide significative. Con un parco di 39.351 edifici scolastici attivi, la situazione è allarmante: circa 5.793 edifici non hanno informazioni sulla loro data di costruzione, mentre l’età media degli istituti è di circa 60 anni. Inoltre, il 49% delle scuole è stato costruito prima del 1976, un periodo precedente all’introduzione delle normative antisismiche attuali.
La mancanza di documentazione adeguata aggrava il problema. Il certificato di agibilità è assente nel 59% degli edifici, mentre il certificato di prevenzione incendi manca nel 58,36%. Solo il 42,09% delle strutture ha un collaudo statico, limitando la capacità di pianificare interventi necessari per garantire la sicurezza degli studenti.
Un’altra preoccupazione riguarda la presenza di materiali pericolosi. Un’indagine condotta in Lombardia ha rivelato la presenza di amianto in 1.127 edifici su 5.470 censiti, e si stima che oltre 14.000 immobili a livello nazionale, costruiti tra gli anni Sessanta e Novanta, possano essere a rischio. Inoltre, il 44% degli edifici scolastici si trova in aree ad alta sismicità, con solo il 4% che ha ricevuto lavori di consolidamento. Solo il 17% degli edifici è stato progettato secondo le normative sismiche, mentre molti necessitano di verifiche ulteriori.
Le scuole italiane affrontano anche altri rischi naturali. Circa 7.543 edifici (19,2%) sono esposti a rischio idraulico, interessando oltre 1.340.000 studenti, e 5.113 edifici (13%) sono a rischio frana, con quasi 465.000 alunni potenzialmente colpiti. Tra settembre 2025 e agosto 2026, si sono registrati 68 crolli, principalmente distacchi di intonaco e cedimenti di controsoffitti, che hanno causato 12 feriti, tra cui otto studenti e quattro membri del personale.
Le denunce di infortunio tra gli studenti hanno raggiunto nel 2025 un totale di 80.871, con un incremento del 3,8% rispetto all’anno precedente. Nei primi cinque mesi del 2026, le denunce sono state 47.748, rispetto alle 45.159 dello stesso periodo del 2025, con dieci infortuni mortali segnalati entro maggio.
Dal punto di vista dell’accessibilità, gli studenti con disabilità sono aumentati a quasi 377.000, con un incremento di 18.000 unità (+5% rispetto all’anno precedente). Tuttavia, solo il 40% degli edifici è accessibile a studenti con disabilità motoria. Per le disabilità sensoriali, la dotazione è limitata: dispositivi per ipoacusia sono presenti nel 16,5% delle scuole, mappe e percorsi tattili nell’1,2% e segnaletica in Comunicazione Aumentativa Alternativa nel 9%.
Le misure di adattamento al caldo sono insufficienti: solo il 7,42% delle scuole ha impianti di condizionamento o ventilazione, e solo il 2,45% dispone di impianti solari termici. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede 9.527 interventi, ma a metà giugno il 61% dei progetti risultava concluso o in collaudo. Tuttavia, persistono ritardi, in particolare nelle regioni del Sud, per la realizzazione di asili nido e strutture per l’infanzia, evidenziando un differenziale territoriale nell’attuazione.
Il rapporto finale sottolinea l’urgenza di un piano pluriennale di adattamento climatico per le scuole e la necessità di un investimento stabile nell’edilizia scolastica di almeno 1 miliardo di euro all’anno, con la metà delle risorse destinata al piano clima per le scuole.

