In Breve
- Qual è il tema centrale della nuova legge elettorale in discussione?
- Il tema centrale è la disciplina delle preferenze.
- Cosa prevede la proposta di emendamento di Forza Italia?
- Prevede un sistema semi-bloccato con la possibilità di esprimere fino a tre preferenze.
- Qual è la posizione del Partito Democratico riguardo al voto sugli emendamenti?
- Intende chiedere il voto segreto sugli emendamenti.
Il 14 luglio 2026 segna l’inizio dell’esame della nuova legge elettorale alla Camera dei Deputati, con la discussione di oltre 200 emendamenti. Al centro del dibattito c’è la disciplina delle preferenze, un tema che ha suscitato vivaci confronti tra i vari schieramenti politici.
Forza Italia si prepara a un possibile dietrofront: durante l’assemblea del gruppo, convocata per mezzogiorno, il presidente dei deputati Enrico Costa dovrebbe annunciare l’orientamento favorevole all’emendamento presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc. Questa proposta prevede un sistema semi-bloccato, in cui il capolista è scelto dalle segreterie di partito, mentre gli elettori possono esprimere fino a tre preferenze tra gli altri candidati sulla scheda. Tuttavia, questo meccanismo ha sollevato preoccupazioni riguardo alla rappresentanza di genere, poiché consente che il candidato immediatamente successivo al capolista appartenga allo stesso genere.
Dopo mesi di tensioni all’interno della maggioranza, la scelta di Forza Italia potrebbe avvicinare le posizioni del partito a quelle degli altri membri del centrodestra, con la Lega che potrebbe seguire questa linea. Tuttavia, l’approvazione della legge non è ancora garantita. Il Partito Democratico ha annunciato l’intenzione di chiedere il voto segreto sugli emendamenti, una misura che potrebbe favorire franchi tiratori all’interno della maggioranza.
Il calendario prevede un esame in Aula di 22 ore complessive. I gruppi parlamentari hanno a disposizione un totale di 15 ore e 7 minuti, suddivisi come segue: Fratelli d’Italia (3 ore e 31 minuti), Partito Democratico (2 ore e 17 minuti), Lega (1 ora e 58 minuti), Forza Italia (1 ora e 50 minuti), Movimento 5 Stelle (1 ora e 44 minuti), con Avs e Azione a 45 minuti ciascuno, Noi Moderati a 42 minuti, Italia Viva a 41 minuti, e il Misto con 29 minuti a FdV, 14 minuti per le Minoranze e 11 minuti per +Europa. Sono previsti 40 minuti per i relatori della maggioranza e 10 per quelli della minoranza, oltre a 20 minuti per il governo, 2 ore per tempi tecnici e 3 ore e 33 minuti per interventi a titolo personale.
Dal fronte delle opposizioni, Avs ha annunciato una battaglia ‘punto su punto’. Il capogruppo in commissione Affari Costituzionali, Filiberto Zaratti, ha definito la proposta «un insieme di norme inemendabili, dal carattere anticostituzionale». Il Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento alternativo che prevede una o due preferenze con vincolo di genere, e propone anche la riduzione del premio di governabilità, l’eliminazione del listino nazionale bloccato e la soppressione dell’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio.
Il nodo politico rimane lo scrutinio segreto: nonostante il supporto ufficiale di Forza Italia e Lega, i malumori all’interno dei gruppi parlamentari potrebbero manifestarsi durante il voto, mettendo a rischio il passaggio decisivo sulla questione delle preferenze.

