In Breve
- Qual è l'utile netto di Ryanair nel primo semestre fiscale 2026?
- L'utile netto di Ryanair nel primo semestre fiscale 2026 è di 2,15 miliardi di euro.
- Quanto è aumentato il costo del carburante per Ryanair?
- Il costo del carburante per Ryanair è previsto aumentare di circa 2 miliardi di euro nel prossimo anno.
- Quali misure sta adottando Ryanair per ridurre i costi?
- Ryanair sta rivedendo gli accordi aeroportuali e aumentando l'uso dell'intelligenza artificiale per contenere i costi.
Ryanair ha avviato un ambizioso piano di riduzione dei costi in risposta a un incremento previsto di circa 2 miliardi di euro nel costo del carburante per il prossimo anno. Questo aumento è principalmente attribuibile al rialzo dei prezzi del petrolio, influenzato dal conflitto in Medio Oriente.
Nel primo semestre fiscale chiuso a settembre 2026, la compagnia aerea ha riportato un utile netto di 2,15 miliardi di euro, registrando un calo del 15% rispetto ai 2,54 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Nonostante il traffico passeggeri sia aumentato del 6%, raggiungendo 125,8 milioni, i costi operativi sono cresciuti del 10%, portando a una maggiore difficoltà nel trasferire gli aumenti dei costi sui prezzi dei biglietti.
Il prezzo del carburante non coperto dalle operazioni di hedging ha raddoppiato, arrivando a circa 130 dollari al barile. Attualmente, Ryanair ha protetto circa l’80% del suo fabbisogno per l’esercizio in corso a un prezzo medio di 67 dollari al barile. Tuttavia, a partire da marzo, questa copertura scenderà al 25% a un prezzo previsto di circa 95 dollari al barile. In assenza di una rapida risoluzione del conflitto, la compagnia prevede che i prezzi del jet fuel rimarranno elevati anche nel 2027.
Dal punto di vista commerciale, i ricavi derivanti dai voli di linea sono aumentati dell’1%, raggiungendo circa 7 miliardi di euro. Tuttavia, la tariffa media è scesa da 58 a 55,70 euro, mentre le entrate accessorie sono aumentate del 6%, arrivando a 3,08 miliardi di euro. Il risultato operativo ha subito una diminuzione del 16%, attestandosi a 2,40 miliardi di euro.
Nel secondo trimestre, l’utile netto è diminuito del 6%, raggiungendo 1,61 miliardi di euro, con ricavi in crescita del 4% a 5,70 miliardi. Per l’intero esercizio 2027, la previsione di passeggeri è stata rivista da 216 a 214 milioni, con un traffico invernale atteso sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, la compagnia ha segnalato una finestra di prenotazione più breve, riducendo la visibilità sui risultati futuri e non fornendo una previsione puntuale dell’utile netto.
Tra le misure che Ryanair intende adottare ci sono la revisione degli accordi aeroportuali, la possibile riduzione del rapporto tra equipaggio e passeggeri e un maggiore ricorso all’intelligenza artificiale per contenere i costi. Inoltre, la flotta sarà potenziata con i nuovi Boeing 737 MAX-10, con i primi 16 esemplari attesi nella primavera del 2027, subordinatamente alla certificazione europea prevista entro la fine del 2026. La compagnia punta a superare i 220 milioni di passeggeri nell’esercizio successivo, mantenendo l’obiettivo di oltre 300 milioni annui entro il 2034.
Dal punto di vista finanziario, la liquidità lorda al 30 settembre ammontava a 2,6 miliardi di euro, dopo rimborsi di debito per 1,3 miliardi e investimenti in conto capitale per circa 0,8 miliardi. È disponibile anche una linea di credito revolving da 1,1 miliardi, con circa 700 milioni non utilizzati. A maggio, Ryanair ha rimborsato l’ultimo bond da 1,2 miliardi di euro.

