Energia tradizionale

Olio Siciliano: Scorte Elevate e Innovazione per il Futuro

Immagine di olio d'oliva siciliano

In Breve

Qual è la situazione attuale delle scorte di olio in Sicilia?
Al 31 luglio 2026, la Sicilia ha stoccato 15.908 tonnellate di olio d'oliva.
Quali strategie sta adottando la Sicilia per valorizzare la produzione di olio?
La Sicilia punta su impianti più efficienti, tecnologie avanzate e aggregazione tra operatori.
Cosa prevede l'evento 'L’Isola del Tesolio 2026'?
L'evento si concentra su integrazione, innovazione e sviluppo commerciale nel settore olivicolo.

Al 31 luglio 2026, la Sicilia ha registrato scorte di olio d’oliva pari a 15.908 tonnellate, di cui 9.950 tonnellate di olio extravergine. A livello nazionale, le giacenze ammontano a 233.377 tonnellate, segnando un incremento del 43,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Sebbene la Sicilia contribuisca con circa il 12% della produzione italiana di olio, è la terza regione per numero di frantoi attivi, con 616 impianti, superata solo da Puglia (746) e Calabria (718).

Le giacenze regionali evidenziano una situazione complessiva: la Puglia detiene 73.559 tonnellate e la Calabria 29.735 tonnellate. In questo contesto di scorte elevate e con l’avvio di una nuova campagna olivicola, la Sicilia sta sviluppando strategie per aumentare il valore della produzione. Queste strategie includono l’adozione di impianti più efficienti, l’implementazione di tecnologie avanzate, l’aggregazione tra operatori e una maggiore forza commerciale.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha destinato alla Regione Sicilia 12,69 milioni di euro per l’ammodernamento degli impianti di lavorazione, stoccaggio e confezionamento. Successivamente, la Regione ha comunicato un incremento della dotazione a circa 13,5 milioni di euro, finanziando 45 progetti. I frantoi, considerati nodi tecnologici della filiera, sono fondamentali per garantire qualità, tempi di lavorazione, conservazione e tracciabilità, oltre a promuovere l’efficienza energetica e la valorizzazione dei sottoprodotti.

Un altro aspetto cruciale è l’aggregazione: il Consorzio Cofiol, ad esempio, riunisce sei stabilimenti di confezionamento, una rete di 50 frantoi, oltre 200 aziende agricole e più di 5.000 piccoli coltivatori, creando così una massa critica in un sistema altrimenti frammentato. Il patrimonio biologico siciliano è un ulteriore elemento distintivo: il 33,1% della superficie olivicola è coltivato con metodo biologico, superando la media italiana del 29,3%. La sfida economica consiste nel trasformare questa caratteristica in un valore riconosciuto dal mercato.

Dal 10 al 12 settembre 2026, a Mondello, si svolgerà l’evento “L’Isola del Tesolio 2026”, che avrà come focus l’integrazione e solidarietà di filiera, innovazione e formazione, internazionalizzazione e sviluppo commerciale. L’evento vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e della distribuzione. Tra gli interventi, sono previsti contributi sull’innovazione tecnologica e sulle tecnologie applicate ai frantoi, con esperti e docenti come Tiziano Caruso, Agnese Taticchi e Alessandro Leone.

Manfredi Barbera, CEO di Manfredi Barbera e Figli S.p.A., ha dichiarato: “L’Isola del Tesolio nasce dalla convinzione che il futuro dell’olio EVO siciliano non si costruisca soltanto nei frantoi o negli uliveti, ma nella capacità di fare sistema, di creare relazioni e di trasformare la straordinaria qualità delle nostre produzioni in valore riconosciuto sui mercati e nella cultura dei consumatori”.

redazione

Autore della redazione Voce Energia.

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